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Soviet Soviet + Aucan

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venerdì 08 luglio 2016
Ore 14.15

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Ingresso Gratuito

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SOVIET SOVIET
I Soviet Soviet sono un gruppo Alternative rock, gothic rock di ispirazione new wave e post-punk, della scena indie-goth rock della costa est dell'Italia.
I Soviet Soviet nascono tra Fano e Pesaro nel 2008 e sono formati da Alessandro Costantini alla chitarra, Alessandro Ferri alla batteria ed Andrea Giometti al basso e voce. Già nel 2009 autoproducono i loro primi due EP dai titoli No Title e Soviet Soviet. I due CD ottengono un buon successo di critica, tanto che il gruppo viene recensito anche sul sito inglese Pitchfork Media.

Nel 2010 pubblicano per l'etichetta franco-inglese Mannequin, uno split con i Frank (just Frank), di cui parlerà anche Simon Reynolds nel suo libro Retromania. Musica, cultura pop e la nostra ossessione per il passato, pubblicato in italia da Isbn Edizioni.

AUCAN
Gli Aucan sono un trio bresciano attivo dal 2006 e composto da Giovanni Ferliga, Dario Dassenno e Francesco D’Abbraccio. Partiti da un math rock screziato da suggestioni noise e grime, approdano nel corso degli anni ad un’elettronica variegata e dalle influenze più disparate fino ad abbracciare un EDM notturna ed urbana.
L’esordio assoluto è datato 2007, con la pubblicazione di un primo demo autoprodotto (Source Code), cui segue l’anno seguente l’esordio omonimo Aucan su Africantape e Ruminance, validissimo ibrido tra math rock e scorie elettroniche. «Il post-rock e il noise diventano una scusa, il prezzo da pagare per avere le mani libere dai legacci di genere, mentre ci si diverte ad accumulare strati, a far dialogare distorsioni e batteria, a frantumare confini e ambiti di competenza in una girandola di stili che vive di controtempi e corrispondenze» (dalla recensione di Fabrizio Zampighi su SA).
L’8 febbraio 2010 viene pubblicato l’EP DNA, incursione nelle radici musicali all’origine della proposta del gruppo bresciano, tra noise, dub e grime, in un «insieme virato al nero, plasmato su atmosfere sinistre e immmaginario da droga andata a male, come di capannoni industriali in disuso o disgregarsi di materia (una volta) vivente», come scrive il nostro Stefano Pifferi nella sua recensione. In particolare la traccia Crisis può essere considerata l’emblema e il manifesto di questo primo periodo dell’ensemble lombardo.
Il 2010 è l’anno segnato dall’entrata nella scuderia de La Tempesta International, con la pubblicazione del sophomore in LP Black Rainbow, policromo compendio di tendenze elettroniche molteplici che «non somma soltanto ciò che è rintracciabile nelle influenze musicali del progetto, ma rielabora, fonde e confonde suggestioni, atmosfere e slanci in un magma personale. Portishead, witch-house, Autechre, nu-rave, hauntology, Warp, industrial, Planet Mu, dubstep si sfiorano, si toccano e copulano in un percorso che risulta alla fine riconoscibilmente personale» (dalla recensione per SA di Stefano Pifferi).
Al 2012 risale la pubblicazione della raccolta Black Rainbow Remixes con rielaborazioni, tra gli altri, di Shigeto e Robot Koch, seguita da una serie di date in cui il gruppo apre i concerti italiani di Chemical Brothers e Placebo e dall’inaugurazione del progetto Aucan Dj/Vj set.
Nel 2014 (con il gruppo temporaneamente ridotto a duo) viene pubblicato EP 1 per Ultra Records, decisa virata verso una oscura EDM di stampo americano, potente, «caratterizzata da un mood notturno, urbano, violento e post-apocalittico e colorata da innumerevoli fascinazioni eterogenee (si va da incubi Tri Angle, all’hip hop, dal rave all’house)» (dalla recensione di Luca Roncoroni su SA). Sempre allo stesso anno risale la nascita di Svrface, progetto solista di Jo Ferliga introdotto dal singolo You.